
Michael Schumacher ai tempi della Ferrari - Panorama-auto.it
Sono in tantissimi a non conoscere una sconvolgente verità che riguarda l’incidente avuto da Michael Schumacher nell’ormai lontano 2013: la vicenda
Michael Schumacher è considerato uno dei più grandi piloti nella storia della Formula 1. Nato il 3 gennaio 1969 a Hürth, in Germania, ha conquistato sette titoli mondiali (1994, 1995, 2000, 2001, 2002, 2003 e 2004), diventando un’icona del motorsport. Conosciuto per la sua incredibile determinazione, il talento straordinario e la meticolosa attenzione ai dettagli, Schumacher ha dominato la scena automobilistica, soprattutto con la Scuderia Ferrari, con cui ha riportato il team ai vertici dopo un lungo digiuno di successi.
Dopo il ritiro definitivo nel 2012, un tragico incidente sugli sci nel 2013 ha cambiato radicalmente la sua vita. Proprio riguardo a questo ci sono tantissime persone che non sanno una versione dei fatti di cui si è parlato poco a livello mediatico.
Michael Schumacher, cosa successe in quel nefasto 2013
La mattina del 29 dicembre 2013, mentre sciava fuori pista sulle nevi di Méribel, in Savoia, Michael Schumacher cadde violentemente, battendo la testa contro una roccia. Subito soccorso, l’ex campione di Formula 1 fu trasportato d’urgenza al Centro Ospedaliero Universitario di Grenoble, dove venne sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico per ridurre gli effetti di un grave trauma cranico accompagnato da emorragia cerebrale. In seguito, i medici decisero di mantenerlo in coma farmacologico per stabilizzare le sue condizioni.

Dopo circa sei mesi di cure intensive, il 16 giugno 2014 la sua portavoce e manager, Sabine Kehm, annunciò che Schumacher si era risvegliato dal coma e aveva lasciato l’ospedale per iniziare una fase di riabilitazione in una clinica privata. Già nei mesi precedenti erano stati registrati segnali di ripresa, tra cui momenti di coscienza e interazione con l’ambiente circostante. Alla fine, fu scelta una struttura specializzata nel recupero neurologico presso l’ospedale universitario di Losanna, situato non lontano dalla sua residenza a Gland.
Il 9 settembre 2014, Schumacher fu dimesso dalla clinica svizzera per proseguire il percorso riabilitativo nella propria abitazione. Da quel momento, la sua famiglia ha mantenuto il massimo riserbo sulle sue condizioni di salute, evitando qualsiasi comunicazione pubblica in merito.
Secondo una testimonianza raccolta dal giornalista tedesco Jens Gideon, un maestro di sci di Méribel, tra i primi a soccorrere Schumacher, avrebbe evidenziato una concatenazione di eventi sfortunati. L’ex pilota, infatti, si trovava impegnato in un fuori pista nonostante condizioni meteo poco favorevoli e, una volta soccorso, le sue condizioni inizialmente coscienti sarebbero state sottovalutate. In un primo momento, i soccorritori optarono per un trasferimento in elicottero verso una clinica a Moûtiers, ma durante il tragitto la situazione peggiorò, rendendo necessario un cambio di rotta verso l’ospedale di Grenoble, più adeguato a gestire l’emergenza. Questo ritardo potrebbe aver influito sulla gravità delle conseguenze neurologiche riportate da Schumacher.